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La tecnologia, chiave della vittoria nella guerra nel corso della storia

    La tendenza alla modernizzazione e al miglioramento delle armi si è manifestata durante tutta l’antichità, con l’addestramento e la disciplina che contavano solo quando il gioco era equilibrato.

    Da quando esistono i conflitti, il vincitore è sempre stato il campo che disponeva delle armi migliori, indipendentemente dalle motivazioni e dal numero. Già in uno dei primi, registrato sullo stendardo reale di Ur, i mesopotamici mostravano con orgoglio le falangi con cui avevano ottenuto la supremazia sui loro vicini, grazie all’adozione della lancia e dello scudo.

    Questa tendenza alla modernizzazione e al miglioramento delle armi continuò per tutta l’antichità, con l’addestramento e la disciplina che contavano solo quando il gioco era equilibrato. In questo modo, un pugno di miliziani greci riuscì a respingere le orde persiane che tentavano di conquistare le loro città, o gli Hyksos s’impadronirono dell’Egitto grazie alle loro armi di bronzo superiori.

    Dai romani al XIX secolo

    I romani furono ottimi allievi di questa tendenza modernizzatrice, adottando armi e armature dei popoli nemici come i galli, con le quali riuscirono a conquistare un immenso impero, che cadde solo quando le guerre civili distrussero il loro esercito dall’interno.

    Tuttavia, non sempre erano le armi più letali o le armature più impenetrabili a garantire la vittoria, ma, seguendo il modello darwiniano, erano quelle che si adattavano meglio alle circostanze o le modificavano a proprio vantaggio. I mongoli di Gengis Khan, ad esempio, non avevano un equipaggiamento migliore di quello dei loro nemici, ma, colpendo da tutte le direzioni e ingannandoli per indurli all’inseguimento, riuscirono a sconfiggere eserciti molto più numerosi combattendo in un modo che li avvantaggiava sempre.

    A partire dal XV secolo, l’introduzione delle armi da fuoco rese obsoleta gran parte dell’armamento medievale, consentendo alle potenze europee di ottenere un vantaggio insuperabile nelle loro campagne di colonizzazione. Fu allora che la disciplina e la tattica tornarono ad acquisire importanza grazie alla parità dell’arsenale, ma con lo sviluppo di nuove armi nel XIX secolo, come la mitragliatrice Gatling o i cannoni rigati, la corsa agli armamenti riprese slancio.

    Alla ricerca dell’arma più efficace

    Il XX secolo fu quindi una lunga competizione tra ingegneri per sviluppare l’arma più efficace, una sfida che culminò con l’invenzione della bomba atomica, il cui potenziale autodistruttivo pose fine alle grandi guerre tra potenze. Naturalmente ciò non ha fermato l’evoluzione degli armamenti, che oggi mette in discussione molte delle idee preconcette dei militari, i cui carri armati obsoleti vengono distrutti da droni dal costo molto inferiore, in un graduale cambiamento verso una guerra molto più leggera e tecnologica.

    Per questo motivo, gli eserciti di tutto il mondo devono abbandonare i paradigmi che li hanno sempre governati e adottare risposte su misura per ogni campo di battaglia e tipo di conflitto, poiché in natura come in guerra sopravvive solo chi meglio si adatta al cambiamento

    di Francesco Cervera