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Il trono di Giorgio III del Regno Unito

    Giorgio III è stato il monarca che ha avuto il terzo regno più lungo della Storia del Regno Unito dopo Elisabetta II e Vittoria: regnò dal 1760 al 1820, per sessant’anni (per la precisione 59 anni e 96 giorni). Sotto il suo regno si verificarono eventi capitali che misero in grandissima difficoltà la Gran Bretagna come la Guerra di Indipendenza Americana, la Rivoluzione Francese e soprattutto l’epopea di Napoleone. Ma da quel periodo la Gran Bretagna, nonostante la sconfitta in America, emerse più forte di prima, arrivando a diventare la più grande superpotenza mondiale per almeno un secolo.

    Giorgio III era debole di mente. La “pazzia di Re Giorgio” iniziata cinque anni dall’ascesa al trono, divenne un grave problema per il Regno Unito che si trovava in uno dei momenti più delicati della sua Storia. Ergo si trovò presa tra una grave sconfitta e un nemico esistenziale: la Guerra d’Indipendenza Americana fu l’Afghanistan di Giorgio III. 

    Cosa salvò la Gran Bretagna? Le istituzioni

    Il Primo Ministro William Pitt capì che un re rimbambito non poteva governare in un simile frangente, con la Francia comandata da un genio militare di quelle dimensioni titaniche. E allora prese in mano la situazione inventando la formula per la quale il monarca “regna, ma non governa”.

    Bastò resistere con pazienza. Napoleone è stato il Capo di Stato più grande dell’epoca moderna, il più temibile e carismatico condottiero di eserciti di tutti i tempi. Ma il Regno Unito aveva due vantaggi: uno era il mare, e Napoleone era un comandante di terra senza ammiragli all’altezza di un Nelson. Il secondo erano le istituzioni: la Francia era Napoleone e Napoleone era la Francia. Il grosso guaio del bonapartismo era il riassumere tutte le istituzioni in un uomo solo (è la più forte analogia tra la Francia napoleonica e la Russia attuale). Se mancava quell’uomo, tutto cadeva come un castello di carte.

    La più grande lezione dell’era napoleonica è questa: una nazione guidata da un genio carismatico ma priva di istituzioni forti può apparire invincibile finché il genio carismatico vive. Ma gli uomini sono mortali. Non appena il Bonaparte di turno cade o muore, tutto si sfalda.

    Una vera potenza ha le istituzioni che prevalgono sull’uomo.

    L’Impero Romano sopravvisse ai Caligola, ai Nerone e ai Commodo grazie a istituzioni forti, che all’occorrenza eliminavano fisicamente l’imperatore pazzo. William Pitt usò i guanti di velluto ma il risultato non fu diverso.