Narmer, il re della “terra nera”
Questo enigmatico faraone appare sia nelle iscrizioni che nei manufatti che lo raffigurano con la Corona Bianca, che tradizionalmente rappresenta l’Alto Egitto, e la Corona Rossa, che indicava il Basso Egitto. Tutta questa iconografia suggerisce che questo primo faraone riuscì a unificare i due territori precedentemente separati in un unico grande regno.
Inoltre, la famosa Tavoletta di Narmer, un pezzo di scisto scolpito scoperto a Hieracompoli (il centro di culto di Horus), rappresenta una testimonianza essenziale del suo regno e dei risultati raggiunti. Quest’opera, in cui si vede il sovrano che esercita il suo potere sugli avversari (rappresentati da figure con cavalli ricci e barba, alcune delle quali vengono colpite e altre abbattute a terra) e celebra l’unificazione dei territori, è uno dei documenti politici più antichi finora rinvenuti, oltre a costituire un’opera artistica fondamentale nella storia egizia.
La nascita della prima dinastia
È considerata un’opera molto significativa che combina arte e propaganda politica. Questo evento storico segnò l’inizio del Periodo Dinastico Antico dell’Egitto, una civiltà che durò quasi 3000 anni e che ci ha lasciato un’eredità indelebile.
Sul retro della paletta di Narmer, rinvenuta a Nekhen, questo dominio è rappresentato in modo più dettagliato, con una processione e l’unione simbolica delle due regioni, l’Alto Egitto e il Basso Egitto. Un altro manufatto significativo, la testa di mazza di Narmer, rinvenuta nello stesso luogo, celebra l’unificazione con scene di Narmer su un trono e un registro del bottino di guerra.
Sarah Romero
