Nel leggere i dati forniti dall’Asaps, sulle infrazioni al C.d.S. accertate nel 2025 dalla Polizia stradale, mi sono soffermato su quelle riguardanti l’eccesso di velocità che, secondo quanto riportato nell’articolo, sono state circa 460mila di cui 360mila circa in autostrada e, anche se nell’articolo non viene precisato, circa 100mila fuori dall’autostrada.
Ora ci sarebbe da chiedersi, stante le sentenze della S.C. di Cassazione, come sia stato possibile accertare tali violazioni se nemmeno la polstrada dispone di apparecchiature omologate per l’accertamento di tali violazioni…
Credo si lecito il dubbio secondo il quale lo Stato (polstrada) così come i sindaci e comandanti delle città che rilevano migliaia di infrazioni al C. d. S. sulla velocità possano, secondo me, aver fatto lo stesso ragionamento e cioè: anche se alcune persone sanzionate dovessero fare ricorso, i soldi incassati supererebbero di gran lunga quelli che serviranno per pagare le eventuali spese di giustizia, per cui si può continuare, tranquillamente, ad adoperare autovelox non omologati e, quindi, ad agire in maniera difforme da quanto stabilito dalla giurisprudenza.
In conclusione il messaggio che ne esce fuori potrebbe essere questo: lo stato ed i grandi enti, grazie alle migliaia di sanzioni irrogate e avverso le quali solo una piccola parte viene impugnata, possono continuare ad agire indisturbati utilizzando apparecchiature non conformi alla legge e non tenendo, in alcun conto, di quanto stabilito dalla cassazione…
Se così fosse, non mi sembra un bell’esempio da dare ai cittadini e nemmeno un modo di agire secondo giustizia… per cui, dovranno essere solo i piccoli comuni quelli che dovranno rispettare quanto stabilito dalle sentenze della Cassazione e dovranno, pur in presenza di incidenti gravi nei loro territori, interrompere quei servizi tesi a salvaguardare le vite umane, ma che non accertando però, migliaia di infrazioni, di contro, andrebbero incontro, prevalentemente, a condanne per spese di giustizia.
