loader image
Vai al contenuto

PISSTA

Home » Articoli » Storia del Regno di Sicilia

Storia del Regno di Sicilia

    La Sicilia può vantarsi di averlo virtuosamente allevato”

    Il Sacro Romano Imperatore e Re di Sicilia Federico II nelle parole di Rosario Gregorio

    E’ passato alla Storia come lo “stupor mundi et immutator mirabilis”, considerato uno dei più grandi principi della terra, godeva dell’amicizia e della stima di San Luigi, stiamo parlando ovviamente di Federico II, Sacro Romano Imperatore e Re di Sicilia, un personaggio fondamentale della storia nazionale siciliana.

    Non c’è Federico II senza lo sfarzo, la raffinatezza e l’altissimo livello culturale della sfavillante corte degli Altavilla di Sicilia; come non c’è il Braccio Demaniale del Parlamento Siciliano e lo stesso Vespro Siciliano senza Federico.

    Federico viene annoverato tra i padri della Letteratura Siciliana, Federico è colui che ha sublimato con la poesia la Lingua Siciliana.

    Per secoli, prima che il “popolo per metà barbaro” la distruggesse, la bandiera nazionale siciliana era l’Aquila Federiciana, l’Aquila Imperiale.

    Grazie a Federico al titolo di Re di Sicilia veniva accompagno anche quello di Re di Gerusalemme.

    Vi pare poco?

    Insomma non stiamo parlando proprio di note a margine della Storia.

    Sgomberando il campo da tutte quelle letture lucane, pugliesi, campane ecc. ecc. ecc. (che poi formavano la pastura ideologica di quelli che Marx definì “gli Idioti assetati di sangue di Napoli” e che effettivamente hanno allagato di sangue innocente la Sicilia) facciamo ancora un focus su uno dei Siciliani più celebri di sempre con le parole di Rosario Gregorio:

    “I Normanni, che furon pure e per cuore e per senno valenti signori, non che invitarono a qui risiedere uomini eccellenti in sapere, ma pregiarono ancora i dotti arabi, che qui si rimasero, e niuna cosa lasciarono indietro, che alla maggiore perfezione degli ingegni, e delle arti giovasse.

    Ed egli è qui da osservarsi, che Federico nel 1194, nel quale anno nacque, da Jesi fu trasportato in Palermo e qui trattenersi continuamente sino al 1212, in cui passò in Germania.

    Egli è dunque chiaro, che la Sicilia può di diritto vantarsi di averlo sì virtuosamente allevato e datagli quella sì colta educazione, che lo rese protettore e coltivatore dei buoni studi.” (Gregorio)

    Insomma non c’è Federico II senza Sicilia e non c’è Sicilia senza Federico II.

    E se Rosario Gregorio dice che ce ne possiamo vantare allora ce ne vantiamo!

    Adesso comprendiamo sempre più perché ci sono stati storici che hanno sottolineato il desiderio atavico dei Siciliani di riportare la corte reale in Sicilia e perché nel 1848 c’erano Pretendenti al Trono da tutta Europa per avere l’onore e il privilegio di raccogliere un tale e prezioso retaggio.