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Il Grande Museo Egizio del Cairo (GEM): finalmente arriva l’inaugurazione più attesa

    Dopo vent’anni di lavori e numerosi ritardi, sabato primo novembre sarà inaugurato il GEM, il Grande Museo Egizio situato accanto alle piramidi di Giza, il più grande al mondo dedicato all’arte faraonica, che dal 4 novembre sarà completamente aperto al pubblico.

    Il GEM avrà l’onore di essere il più grande museo al mondo dedicato alla cultura faraonica, con una superficie totale di 480mila metri quadrati e una superficie espositiva di 85mila. Lo spettacolare edificio si trova a due chilometri dalle piramidi e, dopo vent’anni di lavori, il progetto dell’architetto irlandese Róisín Heneghan spiccherà a Giza per la sua struttura ultramoderna, ma soprattutto per i suoi interni spaziosi, che ospiteranno oltre centomila opere d’arte egizia (25mila delle quali saranno esposte per la prima volta), un meraviglioso viaggio attraverso oltre cinque millenni di civiltà.

    Il 16 ottobre 2024, ha avuto luogo l’apertura parziale del GEM, che ha permesso ai primi visitatori di scoprire alcune delle sue sale (dodici per la precisione) e di ammirare già in situ circa 14mila pezzi. Ma soprattutto, la grande inaugurazione, un evento che suscita enorme aspettativa a livello mondiale, ha finalmente una data definitiva. E in attesa che arrivi quel momento, dal 15 ottobre scorso il GEM ha temporaneamente chiuso i battenti.

    Uno spettacolo “faraonico”

    Il governo egiziano ha comunicato che la tanto attesa inaugurazione avrà luogo il prossimo primo novembre (vedremo con cosa ci sorprenderanno le autorità egiziane) e dopo i festeggiamenti (che saranno sicuramente “faraonici” e potranno essere seguiti da milioni di persone grazie all’installazione di un gran numero di maxischermi), il GEM sarà completamente aperto al pubblico a partire dal giorno 4 novembre, in coincidenza con l’anniversario della scoperta della tomba di Tutankhamon, avvenuta nello stesso giorno del 1922.

    L’idea di creare un grande e moderno museo che ospitasse le immense collezioni di arte faraonica possedute dall’Egitto iniziò a prendere forma nel 1992, anche se il progetto non sarebbe stato avviato fino al 2005. La sua attesa inaugurazione è stata rinviata più volte, a causa di diversi fattori indipendenti dalla volontà di tutti, come lo scoppio della primavera egiziana, la caduta dell’onnipotente presidente Hosni Mubarak, l’assalto al vecchio museo egizio di piazza Tahrir, la pandemia mondiale di Covid…

    A ciò si sono aggiunti anche diversi problemi economici e politici che hanno ritardato l’evento. Alla fine si pensava che il 2022, anno in cui si celebrava il centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon e il bicentenario della decifrazione della scrittura geroglifica, sarebbe stato il momento giusto. Ma neanche questo è stato possibile.

    Nel frattempo, negli ultimi anni, molti oggetti provenienti dal vecchio museo di piazza Tahrir sono stati trasferiti nei laboratori del nuovo museo (17 in totale) per essere preparati in vista della futura esposizione, che conterrà tesori favolosi come le due barche solari scoperte accanto alla piramide di Cheope (quella trovata nel 1954 e quella recentemente scoperta da una missione giapponese) e il corredo funerario della tomba di Tutankhamon, composto da oltre cinquemila oggetti (molti dei quali saranno esposti al pubblico per la prima volta), che sarà senza dubbio l’attrazione principale del museo.

    Ma cos’altro si potrà vedere al GEM? Oltre ad avere la fortuna di essere accolti dalla colossale statua di Ramses II, quando il visitatore entrerà nel museo rimarrà sorpreso da un obelisco sospeso prima di salire la Grande Scalinata, circondata da sfingi. Una volta in cima, potrà godere della spettacolare vista delle tre piramidi di Giza davanti ai suoi occhi ammirati.

    All’interno dell’istituzione vi aspettano, come già accennato, Tutankhamon (sabato 18 e domenica 19 ottobre 2025 sono stati gli ultimi giorni in cui la maschera dorata del faraone ha potuto essere ammirata nella sua vetrina centenaria del vecchio museo) e le grandi navi di Cheope, oltre a tutta una serie di statue del faraone Sesostris I, tesori d’oro e d’argento di tutte le epoche, la ricostruzione della tomba della regina Hetepheres, madre di Cheope, la magnifica statua seduta del faraone Chefren…

    E una lunghissima serie di oggetti (tra cui un’enorme quantità di sarcofagi, papiri ed elementi della vita quotidiana) che permetteranno al visitatore di compiere un affascinante viaggio cronologico attraverso tutta la storia dell’Egitto, dall’inizio fino alla conquista romana. Un impressionante percorso archeologico che, attraverso una grande passerella, unisce fisicamente il grandioso e modernissimo edificio alle millenarie piramidi di Giza.

    E che ne sarà allora del vecchio museo egizio di piazza Tahrir? Ebbene, le sue porte rimarranno aperte al pubblico. Non possiamo dimenticare il ruolo che questo storico edificio ha svolto nel futuro delle collezioni egittologiche. È stato inaugurato il 15 novembre 1902 e nei suoi due piani sono stati esposti in tutti questi anni la maggior parte dei pezzi che potranno essere ammirati al GEM, dove saranno esposti anche molti degli oggetti che fino ad ora erano conservati nei giganteschi magazzini situati sotto il vecchio museo.

    Infatti, le “viscere” dello storico edificio sono un vero e proprio labirinto, il cui contenuto spesso non era noto nemmeno ai responsabili dell’istituzione. Ne è un esempio il ritrovamento di un papiro del Libro dei morti risalente alla XXI dinastia e di un’antica scatola di proprietà di Howard Carter che conteneva alcuni frammenti del modello di una nave, utilizzata per trasportare oggetti dall’interno della tomba di Tutankhamon.

    Rimarranno nella memoria anche alcuni aneddoti accaduti molti anni fa nelle sue antiche sale, che non hanno nulla da invidiare a un romanzo horror gotico, come quello che accadde nel 1902, poco dopo l’inaugurazione del museo, quando un gruppo di scienziati stava ispezionando la mummia di Ramses II.

    A quanto pare, all’improvviso, il vecchio faraone “alzò una mano e diede uno schiaffo alla copertura di vetro. Tutti i guardiani egiziani del museo corsero terrorizzati verso le porte, lottando per vedere chi sarebbe scappato per primo. Alcuni rotolarono giù per le scale; altri dovettero essere medicati per essersi lanciati a capofitto attraverso le vetrate delle finestre“, racconterebbe lo scrittore spagnolo Vicente Blasco Ibáñez, a cui fu raccontata questa terrificante storia durante la sua visita al museo nel 1907.

    Ma lasciando da parte alcune storie da brividi e tornando al futuro del vecchio museo di piazza Tahrir, come abbiamo detto, rimarrà aperto al pubblico e diventerà un magnifico complemento alle collezioni del GEM. Così, in totale, Il Cairo avrà tre imponenti musei egizi: il GEM, con le sue grandi collezioni, uniche al mondo; il Museo Egizio di piazza Tahrir e il Museo Nazionale della Civiltà Egizia (MNCE).

    A quest’ultima istituzione sono state trasferite ventidue famose mummie reali nell’aprile 2021, in una spettacolare sfilata degna dei grandi faraoni. Tuttavia, al MNCE non si potranno vedere solo personaggi così illustri, poiché le sue collezioni espongono oggetti provenienti dai fondi del Museo Copto, del Museo di Arte Islamica e dello stesso museo di Tahrir. Insomma, Il Cairo diventa un vero e proprio banchetto di arte e cultura faraonica che difficilmente potrà essere superato…

    Carme Mayans