Dal suo vero nome alle origini repubblicane, fino al riconoscimento ufficiale nel 2017: ecco 10 curiosità sull’Inno di Mameli
Il vero nome dell’Inno di Mameli, che tutti conosciamo come “Fratelli d’Italia”, è “Canto nazionale degli italiani”. Prende il nome dal suo autore, Goffredo Mameli. A musicarlo è stato, invece, un altro genovese, Michele Novaro, compositore e patriota italiano di idee liberali. Vediamo ora dieci curiosità sull’Inno di Mameli.
Inno di Mameli: curiosità
- L’Inno è composto di sei strofe e di un ritornello. Riprende e amplifica tutte le idee e le concezioni di patria e unità nazionale del giovane Mameli.
- Lo “Scipio”, citato nella prima strofa, è Scipione l’Africano: ricordato, soprattutto, per la serie vittoriose battaglie, in particolare quella di Zama che portarono alla vittoria romana e alla resa cartaginese.
- La seconda strofa esorta l’unità degli italiani sotto un’unica bandiera per liberarsi dalla dominazione straniera.
- La terza strofa mette in luce gli ideali religiosi e di fratellanza di Mazzini, la lotta degli italiani sarebbe benedetta da Dio.
- La quarta strofa non solo segna i limiti dell’Italia da Nord a Sud ma ricorda anche tutte le battaglie di liberazione del popolo italiano dagli invasori stranieri.
- La quinta strofa è un atto di accusa verso la corona austriaca.
- La sesta strofa riprende i temi della prima strofa e chiude l’inno;
- L’Inno di Mameli era marcatamente repubblicano e per questo fu largamente osteggiato, sia durante la monarchia dei Savoia e sia durante il regime fascista.
- Durante la Resistenza, l’Inno iniziò a diffondersi come canto di lotta fra le brigate partigiane;
- È stato dichiarato Inno ufficiale d’Italia solo nel 2017. Dal dopoguerra in poi era stato scelto come Inno provvisorio e aveva avuto successo in tutta la Nazione.
