In Sicilia, 800 anni fa, un imperatore medievale inventò l’esame di Stato per i medici.
Quello che oggi consideri una burocrazia ovvia — laurea, abilitazione, patentino — qualcuno ha dovuto inventarlo. E lo ha fatto nel 1231, partendo da Melfi.
Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia, nel settembre del 1231 promulgò le Costituzioni di Melfi, un corpus di leggi per riorganizzare il suo regno da Palermo a Napoli.
Dentro c’era di tutto. Ma una sezione in particolare era senza precedenti in tutta la storia del mondo occidentale.
Per diventare medico, non bastava più dire di esserlo. La legge imponeva 3 anni di logica e 5 anni di medicina, 8 anni in totale, studiati e attestati da maestri riconosciuti.
Dopo gli 8 anni, il candidato doveva presentarsi a un esame pubblico davanti ai maestri della Scuola Medica Salernitana, con ufficiali reali presenti come testimoni. Superato l’esame, arrivavano le letterae testimoniales: la licenza regia.
Senza quel documento, esercitare la medicina era un reato. La pena: sequestro dei beni e un anno di carcere.
La stessa legge obbligava i medici a denunciare alla curia i pazienti che non seguivano le prescrizioni. Imponeva visite minime, due al giorno, una notturna su richiesta. Fissava le tariffe massime: mezzo tarì in città, tre tarì fuori.
I farmacisti? Regolamentati a parte. Non potevano preparare medicinali senza supervisione medica. I prezzi dei farmaci erano fissati per legge. I medici non potevano possedere farmacie, conflitto di interessi, già nel XIII secolo.
Nessuna civiltà precedente, né Roma, né il mondo arabo, né Bisanzio, aveva mai costruito un sistema così articolato: percorso di studi obbligatorio, esame statale, licenza professionale, deontologia codificata, controllo sui farmaci.
Tutto questo in un regno medievale che il resto d’Europa guardava come periferia.
L’esame di Stato che hai dato, o che temi di dare, è figlio diretto di una legge siciliana del 1231. Federico II non stava semplificando: stava inventando.
In breve:
Federico II nel 1231 impose 8 anni di studio obbligatori per diventare medico nel Regno di Sicilia.
Senza superare un esame pubblico e ottenere la licenza regia, esercitare era un reato punito con sequestro dei beni e carcere.
La stessa legge regolamentava farmacisti, tariffe, visite minime e obbligo di denuncia dei pazienti non complianti, primo sistema sanitario organico della storia occidentale.
