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5 giugno 1876: battaglia di Little Big Horn

    L’unico sopravvissuto della colonna di Custer massacrata dai Sioux a Little Big Horn fu un italiano: Giovanni Crisostomo Martini, noto in America come John Martin.

    Uomo dalla vita avventurosa. Nato a Sala Consilina, nel salernitano nel 1852 (altri dicono invece che si tratti di un Giovanni Martini nato ad Apricale, vicino ad Imperia, sempre nel 1852). Giovanissimo nel 1866 si unisce al Corpo Volontari Italiani di Garibaldi e combatte come trombettiere a Bezzecca (qui fu commilitone del mio trisavolo, che aveva 17 anni all’epoca ed era quindi più vecchio di Martini) e poi a Mentana. Ma pare che poi Garibaldi lo abbia espulso per furto e mercato nero.

    Nel 1874 sbarca negli Stati Uniti e si arruola sempre come trombettiere. E partecipa alle guerre indiane.

    Perché si salvò Giovanni Crisostomo Martini?

    Perché Custer lo mandò a chiedere aiuto alla colonna di Benteen in retroguardia. Per timore che non riuscisse a comunicare bene gli fu dato un biglietto in inglese per il comandante della retroguardia (“Benteen. Come on. Big Village. Be Quick. Bring Packs. W.W. Cooke PS Bring pacs”). Non appena si allontanò cominciò il “massacro di Custer”. Martini non fu l’unico italiano a Little Big Horn. Combatterono anche il nobile bellunese Carlo Di Rudio (che aveva partecipato all’attentato di Felice Orsini contro Napoleone III), il libraio genovese Agostino Luigi Devoto, il romano Giovanni Casella, il napoletano Francesco Lombardi, il torinese Felice Vinatieri, direttore della banda del reggimento, ed ancora Alessandro Stella, Giuseppe Tulo, Francesco Lambertini ed altri di cui si è oggi persa memoria. Martini però era l’unico a trovarsi nella colonna di Custer, quella annientata da Toro Seduto e Cavallo Pazzo.

    John Martin continuò la carriera militare partecipando alla guerra ispano-americana. Fu congedato nel 1904 e aprì un pasticceria a New York con la moglie.

    Morì il 24 dicembre 1922 investito da un camion.